Conversazione musicale con Riccardo Brazzale
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Max Roach (Newland, 1924 – New York, 2007) è stato davvero una figura a suo modo unica nella storia del jazz, della musica afroamericana tutta e, in generale, della cultura americana, sia come musicista – batterista, compositore e band leader – che come intellettuale. Fra i pionieri della cosiddetta rivoluzione Bebop, nel 1947 è nel quintetto più significativo di Charlie Parker (con il giovane Miles Davis) e con Parker, Gillespie, Powell e Mingus sarà parte, nel1953 di “The Quintet” che alla Massey Hall di Toronto segna, del Bebop, il canto del cigno. Max Roach è stato un artista attivamente impegnato nel campo dei diritti civili e sociali degli afroamericani. Questo impegno lo ha esplicitato in molte opere musicali, a partire da un caposaldo della letteratura musicale del jazz quale va considerato il disco “We Insist! Freedom Now Suite”, immaginato e progettato con il poeta Oscar Brown sin dal 1959 (e realizzato con la cantante e poi sua moglie Abbey Lincoln) perché fosse portato sui palcoscenici nel 1963, in occasione del centenario dell’Emancipation Proclamation, con cui Abramo Lincoln aveva portato alla cancellazione della schivitù.
Riccardo Brazzale è nel jazz come musicista, studioso, docente e organizzatore. Dopo la laurea all’Università di Bologna (con una tesi su Lennie Tristano), è stato a lungo responsabile della programmazione musicale e dei progetti speciali per il Teatro Olimpico di Vicenza; dal 1996 è direttore artistico del festival “New Conversations Vicenza Jazz”. Per il 2022 è stato direttore artistico del festival “Il jazz italiano per le terre del sisma”, con Claudio Filippini e Francesco Mariotti. Dal 1989 fondatore e direttore della Lydian Sound Orchestra (LSO), comprendente alcuni fra i più acclamati jazzisti italiani e ospiti internazionali di assoluto rilievo, con un’attività documentata da concerti in tutta Italia e in Europa e da decine di incisioni, oltre che da varie registrazioni per Rai Radio Tre (nel 2017 anche una diretta dalla Cappella Palatina del Quirinale. Nel 2022 ha ricevuto il Premio Iseo 2022 alla carriera. Il Top Jazz della rivista “Musica Jazz” (dopo aver premiato Brazzale nel 2008 come “compositore-arrangiatore dell’anno”) ha più volte votato la LSO fra le migliori band italiane e nel 2016, 2018 e 2019 come gruppo italiano dell’anno. Invitato come direttore ospite da altre orchestre (come la Civica Jazz Band di Milano che ha diretto più volte al Piccolo Teatro e agli Arcimboldi), Brazzale ha scritto arrangiamenti e orchestrazioni per vari ensemble, anche stranieri. Dal 1995 è direttore dell’Istituto Musicale Veneto Città di Thiene, dove, già dall’85, insegna teoria, armonia e storia della musica. Titolare di cattedra di Storia del Jazz al Conservatorio di Castelfranco Veneto, insegna nei conservatori anche analisi, armonia, arrangiamento, tecniche compositive, così come storia delle musiche caraibico-sudamericane. Scrive su riviste e siti web di settore, oltre che su quotidiani. In ambito letterario ha curato le edizioni italiane del fortunato volume di racconti “Natura morta con custodia di sax” di Geoff Dyer (riedito da Einaudi e oggi da Saggiatore) e dell’enciclopedico “Jazz” di John Fordham. È inoltre autore di un curioso diario americano dal titolo in anglo-veneto “Xè pi isy draivare ‘l caro” già alla terza edizione. Per Nuovi Equilibri di Roma ha scritto a quattro mani con Franco Fayenz un volume sulla vita e le opere del jazzista italoamericano Lennie Tristano; per Hoepli, Milano (2020) ha firmato “La Storia del Jazz” con Luigi Onori e Maurizio Franco.
Ingresso gratuito
Orario
Luogo
Villa Bardini - Firenze
Costa S. Giorgio, 2-4, 50125 Firenze FI